🌸🌱🌺 Il mio calvario con le allergie e il mio nuovo stile di vita 🌺🌱🌸

"L'allergia al nichel è stata una scoperta che ha rivoluzionato le mie abitudini, spingendomi a rivedere completamente il mio rapporto con l'alimentazione, gli oggetti quotidiani e la cura della persona. In queste pagine ho voluto documentare la mia nuova normalità, fatta di scelte attente e di una costante dedizione nel selezionare materiali e ingredienti sicuri per la mia salute. Convivere con questa sensibilità significa imparare a leggere ogni etichetta e a riscoprire la purezza delle materie prime, trasformando una limitazione in un'opportunità per uno stile di vita più consapevole e naturale. Qui troverete consigli pratici, le mie scoperte nel mondo dei prodotti 'nichel tested' e il racconto di come sia possibile mantenere il piacere della buona tavola e della creatività nonostante le restrizioni. Spero che la mia esperienza possa essere una guida utile per chi ha appena ricevuto questa diagnosi e cerca un punto di partenza per vivere con serenità e senza rinunce. Ma non solo di nichel parleremo, di sicuro uno stile di vita migliore grazie alle mie allergie."

Il mio percorso nel mondo del Nichel 🍃

Piano piano vi racconto tutto il mio percorso in questo mondo... 🍃 Avremo molto da parlare in questo capitolo della mia vita, così difficile, duro, fatto di tante spese, esami e test.

Tutto ebbe inizio quando ero negli ultimi anni di carriera nella danza. Sono sempre stata magra, ma all’improvviso mi sono gonfiata senza capirne il perché. Per chi è sempre stata magra e non ha mai avuto problemi con il cibo, è davvero dura da accettare. Tutto questo accadde quando avevo 25 anni.

Ho iniziato ad andare da una nutrizionista e con la sua dieta avevo perso i famosi 3 chili iniziali, quelli che chiamano "FAMOSI LIQUIDI" 💦. La nutrizionista mi chiese se fossi un soggetto allergico. Le parlai di alcuni episodi che mi raccontava mia madre: da neonata rigurgitavo il latte appena preso e, a volte, la frutta secca o il contatto con alcuni alberi (come il pino 🌲) mi provocavano gonfiore agli occhi, con delle crosticine intorno alle ciglia. Non eravamo mai andati nello specifico, proprio perché erano eventi che si presentavano una volta ogni tantissimissimo 🤭.

Visto che con la sua dieta avevo iniziato ad avere un'orticaria cronica all’interno del palato, la nutrizionista mi consigliò di fare delle prove allergiche.

Cari signori e signore ‼️ Quando si inizia questo cammino sconosciuto tra test, prove e visite con tantissimi dottori, sai quando inizi ma non sai mai quando finisci 😭⁉️🫣.

Le prime prove allergiche che feci furono i Prick test (i test cutanei) e i Patch test. Il Prick test prevede che una piccola quantità dell’allergene sospetto venga applicata sulla pelle dell’avambraccio e poi leggermente graffiata con una lancetta sterile, per far entrare l’allergene a contatto con la pelle. Il Patch test, invece, prevede l’applicazione di cerotti sulla schiena del paziente che vengono tenuti per vari giorni; passato questo tempo, si valuta se si sono verificate reazioni allergiche. Spero di essere stata brava a chiarirvi la differenza tra i due esami, anche perché... va bene... lo confesso... ho chiesto aiuto a Google per essere più precisa 🤪🤓!

Parlando con il dottore, gli dissi che ogni tanto avevo sintomi come alterazione o febbre che sparivano in un giorno, mal di gola per due giorni che poi passava da solo, gonfiore addominale e prurito nel cavo orale e nelle orecchie. Sì, sono sincera: ci avevo dato poco peso. Per me era normale avere questi sintomi stando sempre in palestra a ballare, con l'aria condizionata, i covi di batteri che giravano tra noi ballerini e le uscite improvvise da sudati a prendere boccate d’aria fresca.

Il dottore mi ascoltò ed era curioso di scoprire cosa mi stesse dando fastidio. Tramite il Prick test risultai allergica alle graminacee e agli acari, mentre nel Patch test (tolto dopo 5 giorni di pura sofferenza per il prurito!) risultai positiva al Tiomersale e al Nichel.

Il Nichel viene classificato con dei "+" in base alla gravità: il massimo è 5 e io ero stata classificata con ben quattro meravigliosi, dolcissimi, teneri e amorevoli "+" !! 4+ !!

L'allergia al nichel è una reazione del sistema immunitario al contatto con questo metallo. Si manifesta principalmente come dermatite da contatto, ovvero un'infiammazione cutanea con prurito, rossore e vesciche. Si può sviluppare dopo ripetuti contatti con oggetti contenenti nichel, ma in alcuni casi anche al primo. Io di tutto questo non avevo mai avuto nulla. Forse un po' di fastidio con qualche orecchino, ma con la danza ne indossavo davvero pochi, perciò rimasi perplessa e dissi al dottore che era impossibile.

Lì il dottore mi fermò ✋🏼 e mi disse: “Cara signora, lei avendo uno sfogo interno nel cavo orale, gonfiore, mal di testa, febbre che va e viene, alterazione ecc., ha un’allergia al Nichel sistemica, incrociata con l’alimentazione...”.

PANICOOOO ‼️...

Studiamo bene cos‘è il Nichel 🙇🏻‍♀️

È stato un vero shock per me, e di sicuro lo sarà per chiunque scopra questo mondo... soprattutto quello del Nichel. Il Nichel è dappertutto e non avrei mai pensato, nella mia vita, di dover fare cambiamenti così drastici. Non vi spaventate leggendo questo articolo: io condivido come l‘ho vissuta e ora, per me, tutto questo è diventato uno stile di vita che da una parte ringrazio.

Il Nichel è un metallo molto diffuso nell‘ambiente. Esiste sia l'allergia da contatto che quella alimentare... e poi ci sono io, che le ho tutte e due! 😝 È un problema molto comune che si manifesta con prurito, vesciche, gonfiore, mal di testa, febbre, ecc. ecc.

L‘allergia al Nichel alimentare, chiamata anche SNAS (Sindrome da Allergia Sistemica al Nichel), reagisce provocando sintomi a livello gastrointestinale, respiratorio e neurologico. In questo articolo lo ripeterò spesso: L‘ALLERGIA AL NICHEL È PERSONALE! Fortunatamente non si va in shock anafilattico, ma funziona ad accumulo. In che senso? Nel senso che durante la giornata non puoi accumulare troppo nichel, altrimenti stai male. Ognuno di noi ha la sua soglia di tolleranza. In più, non si possono mischiare troppi cibi che hanno un livello di istamina elevato... ma di questo ne parleremo più in là.

Dove si trova il Nichel? 🗺️

Si trova nella bigiotteria, nei cibi, nelle pentole, padelle, posate, nello shampoo, nel bagnoschiuma, negli oli, nelle creme per il corpo, nei detersivi, nell'ammorbidente per i panni, nelle tinte per capelli, nello smog, nei trucchi, negli smalti e persino nelle tubature di casa. Perciò, se pensi di bere tranquillamente un bicchiere d’acqua fresca che esce dal rubinetto o di farti una doccia bella rilassante, ricorda che può crearti problemi... Ma divideremo bene le cose, perché è un po‘ complicato entrare nel dettaglio di tutto.

CIBI: una selezione molto rigida 🍕🥦🍇

Nella prima fase della dieta, la famosa "disintossicazione", hai una lista rigida di quello che puoi e non puoi mangiare (ricordatevi sempre che è personale, perciò ci possono essere cose concesse sulla carta che a voi fanno comunque male). I cibi concessi, inoltre, non sono mai del tutto Nichel Free (ricordatevi di questa parolina tanto carina... FREE... poi vi spiegherò più in là il perché). Se ci penso bene, potrei scriverci un libro per quanto ho studiato su questa allergia! 😎

Ecco i principali alimenti a cui fare attenzione:

  • Anacardi: Tra la frutta secca sono una delle maggiori fonti di nichel. Sarà necessario fare tantissima attenzione, soprattutto se presenti in tracce nei prodotti industriali e confezionati.

  • Pomodori e ortaggi: Tra gli ortaggi più ricchi troviamo proprio i pomodori, ma il nichel è contenuto anche in asparagi, broccoli, carote, cavoli, cavolfiori, fagiolini, finocchi, lattuga, sedano e radicchio. Di solito sono più tollerati cetrioli, zucca, zucchine, melanzane e peperoni.

  • Spinaci: Contengono una grande quantità di nichel. Sono tra le verdure da tenere maggiormente sotto controllo, accanto a pomodori e lenticchie.

  • Legumi e frutta secca: Chi è allergico deve moderare il consumo di lenticchie, ceci, soia, noci, nocciole, mandorle e fagioli (come quelli rossi).

  • Frutta essiccata: Contiene quantità di nichel maggiori rispetto alla frutta fresca, anche a causa dei trattamenti industriali. Attenzione a fichi, uvetta, albicocche e prugne secche.

  • Bevande: Massima attenzione a cioccolata, caffè, tè e birra, ma anche a tutte le bibite conservate nelle lattine.

  • Cibi in scatola: I cibi conservati possono incrementare il loro contenuto di nichel a causa del materiale del contenitore. Occhio a tonno, carne, legumi, frutta e verdure in scatola. Meglio scegliere sempre le alternative fresche o confezionate nel vetro.

  • Cereali: Tra i più ricchi troviamo l'avena, il mais, il miglio e il grano saraceno. Bisogna fare attenzione sia al cereale in chicco, sia alle relative farine e ai prodotti confezionati che le contengono.

  • Frutti di mare e pesce: Tra gli alimenti di origine animale, le maggiori fonti sono i frutti di mare e il pesce (noti accumulatori di metalli pesanti), con particolare riferimento a ostriche, salmone, gamberi, aringhe e sgombri.

UTENSILI E COTTURA: l'importance degli strumenti 🍽️🍴

Prestare cura all’alimentazione è il primo gradino per stare meglio, ma bisogna prestare attenzione anche alla cottura e agli utensili. Con le alte temperature, infatti, i materiali non idonei rilasciano il nichel direttamente nei cibi.

  • I materiali SI (Nichel Safe/Free): Per la cottura è opportuno scegliere pentole in vetro (come il Pyrex, ottimo per le alte temperature, forno, microonde o gas), teflon, ceramica, vetroceramica, silicone, pietra, pentole di coccio e alluminio puro. Ottimi anche la carta da forno, la pellicola e l'acciaio 18/0 e 18/C, che sono privi di nichel. (Nota: pentole in ceramica e pietra vanno bene solo se intatte, senza graffi o scheggiature!)

  • I materiali NO (Da evitare assolutamente): Acciaio 18/10 e 18/8 (i più comuni sul mercato, contengono nichel!), terracotta non certificata, pentole e recipienti smaltati, leghe di alluminio, ferro, ghisa e rame. È buona norma usare solo arnesi che riportino la certificazione Nichel Free.

  • I tipi di cottura VIETATI: Durante la disintossicazione sono vietate la cottura alla griglia (sulla carbonella), la frittura e l’affumicatura, poiché sprigionano moltissimo nichel.

I miei consigli furbi di sopravvivenza 💡

  1. No ai preconfezionati: Nella dieta nichel free sono banditi i cibi pronti. Spesso sono cotti in recipienti non adatti e contengono conservanti, coloranti, addensanti o grassi idrogenati non concessi.

  2. Fai scorrere l'acqua: Una buona regola la mattina è far scorrere l'acqua del rubinetto per un po' prima di berla o usarla, perché ferma nei tubi accumula un'alta concentrazione di metallo.

  3. Scegli il vetro: Preferisci sempre i prodotti conservati nei barattoli di vetro rispetto alle lattine.

  4. Attenzione agli integratori: Vanno evitati gli integratori vitaminici, ad eccezione dei probiotici, purché siano dichiarati senza nichel e prescritti dal medico specialista.

  5. Se sgarri, muoviti! Nel caso in cui si consumi un alimento ad alta concentrazione di nichel, è opportuno bere tantissima acqua e fare attività sportiva: aiuterà l'organismo a liberarsi più velocemente dalle tossine tramite il sudore.

Differenza tra “Nickel Tested” e “Nickel Free” 🧴❌

In Italia, così come in Europa, non esiste alcuna regolamentazione che richieda ai produttori di dichiarare se i loro prodotti contengono residui di nichel. Per legge, però, il valore di Nichel all’interno di una formulazione cosmetica non può superare le 10 ppm (parti per milione), concentrazione considerata dall’Istituto Superiore di Sanità al di sotto della soglia di reazione avversa.

Di conseguenza, pochissime aziende effettuano test specifici. Quelle che lo fanno etichettano i loro prodotti con la dicitura “Nickel Tested”, indicando il risultato del test (ad esempio, <0,00001%). Questo mostra che il cosmetico è stato testato e che i residui sono al di sotto dei limiti rilevabili. Ciò non esclude al 100% la possibilità di una reazione, ma indica che il rischio è considerevolmente basso.

I prodotti etichettati come “Nickel Free” o “Zero Nickel”, invece, dicono una bugia! Esiste infatti un limite di incertezza nei metodi di rilevamento chimico che rende impossibile affermare che il nichel sia totalmente assente da un cosmetico. La frase “Nickel Free” è quindi fuorviante e la legge ne vieta l’uso sulle etichette. Ricordatevelo bene quando acquistate saponi, creme per il corpo e detersivi per il bucato!

Ci tengo molto che sia tutto chiaro, perché purtroppo ancora oggi questa allergia è poco conosciuta. Per capirci qualcosa ho dovuto fare tantissime ricerche sul web, ma alla fine ho trovato quello che cercavo. All'inizio la farmacia e l'erboristeria sono state la mia salvezza per rimmel, trucchi, tinte, creme e profumi, perché solo lì si trovavano prodotti "Nickel Tested". Oggi, per fortuna, si trovano molte marche anche nei normali negozi a prezzi più accettabili. Parlo al passato perché ormai, dopo un lunghissimo periodo di disintossicazione, ho testato tanti prodotti e non ho più reazioni!

La fase di disintossicazione 💪🏼

Non vi dovete spaventare. All‘inizio sarà difficile, ma credetemi: una volta capito come gestire l‘alimentazione e dopo aver provato il benessere fisico, diventerà uno stile di vita di cui andrete fieri. Pensate che ora io posso MANGIARE TUTTO, ma con testa e ascoltando il mio corpo.

Ecco i miei pilastri per affrontare questa fase:

  • Muoviti! Fortunatamente sono una donna sportiva. Se voi non lo siete, iniziate piano piano: basta anche una semplice camminata di 30 minuti al giorno per aiutare il corpo a buttare fuori le tossine che il fegato fa fatica a smaltire.

  • Le montagne russe dei sintomi: Nella fase di disintossicazione avrete la sensazione di stare benissimo, ma anche molto male. È del tutto normale! Anzi, è un ottimo segnale: significa che il corpo si sta ripulendo e sta espellendo tutto il nichel cattivo, brutto e malvagio incastrato dentro di noi 🩷.

  • No ai farmaci facili: Io prendo raramente antistaminici e cortisone. Preferisco evitare ciò che mi fa stare male piuttosto che riempirmi di pasticche. Con il tempo ho scoperto che il cortisone non fa passare lo sfogo, lo ferma e basta; una volta finito l'effetto, tutto ritorna! Tanto vale mangiare bene.

La mia odissea: la ricerca della verità 🧭

Per me è stata una fase dura. Non potevo nemmeno mangiare il pane comprato dal fornaio. Ho dovuto cambiare subito tutti gli utensili in cucina, comprese le posate, e cucinarmi tutto da sola. Quando andavo a cena fuori mangiavo in bianco, ma stavo comunque male. Avevo una lista di cosa potevo e non potevo mangiare, ma sentivo che qualcosa ancora non quadrava.

Ho consultato ben 13 dottori allergologi ed erano tutti molto vaghi. Pensate che mi diedero degli antistaminici che contenevano amido di mais (ricco di nichel!). Mi sono sentita dire: “Eh signora, non è un problema, lei può mangiare tutto quello che vuole, non creda a queste storie su quanto sia pesante il nichel”. Una volta sono entrata in uno studio e dopo 5 minuti mi sono alzata, me ne sono andata e mi sono fatta rimborsare il costo della visita!

Pensate che ho dovuto persino cambiare un'otturazione su un dente perché conteneva nichel! Continuavo a fare ricerche su Internet finché un giorno, quasi per caso, mi si aprì una pagina Facebook di un gruppo in cui si parlava di questa allergia.

La pagina della salvezza: il gruppo Facebook 💻

Facebook per me è stato fondamentale. Appena accettarono la mia richiesta, mi si aprì un mondo che da sola non avrei mai scoperto. Ci ho trovato persone cordiali, pronte ad aiutarti e, soprattutto, a confrontarsi. Quel gruppo era nato proprio con lo scopo di studiare tutti insieme questa allergia, visto che molti medici purtroppo non sono ancora ben informati. Lì sono nate bellissime amicizie, anche se alcune con il tempo si sono perse.

In quel gruppo capii quanto fossimo tutte diverse: sintomi differenti e reazioni completamente diverse agli stessi cibi. Ci prendevamo sempre in giro dicendo che, se mai ci fossimo incontrate tutte insieme, ognuna avrebbe dovuto portarsi il pranzo da casa! 😂

Lì ho capito finalmente perché stessi male anche quando mangiavo fuori in bianco. Sapevo già che i cibi non venivano cucinati in pentole d'acciaio 18/0, ma il vero problema era un altro: mi spiegarono che anche una semplice fetta di petto di pollo o di tacchino poteva scatenarmi una reazione. Perché? Perché molti volatili vengono allevati a mais 🌽, e il mais è ricchissimo di nichel ed è severamente proibito!

Parlando con le altre ragazze, mi chiesero se avessi mai controllato l'intolleranza al lattosio. Di solito, infatti, nichel, lattosio e celiachia vanno a braccetto. Sulla celiachia ero sicura: avevo fatto le analisi del sangue e controlli approfonditi. Ma sul lattosio non ne avevo idea.

In quel periodo eravamo tutte magrissime perché non sapevamo più cosa mangiare! Essendo quasi tutte donne, ci sfogavamo sulle difficoltà del nostro corpo. Grazie al gruppo ho scoperto che esistevano legumi e persino la polpa di pomodoro Nickel Tested: carissimi, certo, ma una manna dal cielo per variare la dieta giornaliera. Ci scambiavamo ricette di pane, biscotti, primi e secondi piatti. La nostra routine in cucina stava cambiando. Posso dire di essere rinata. Piano piano, dopo essere stata una presenza fissa nel gruppo, mi sono allontanata perché avevo ormai imparato a gestire la mia vita quotidiana. Non mi serviva più, ma pensate che ancora oggi ne faccio parte!

Il capitolo Lattosio 🥛🧈

Questo è un altro capitolo delle mie intolleranze: più semplice, veloce e decisamente più conosciuto. Non mi metterò a spiegarvi cosa sia l'intolleranza al lattosio perché do per scontato che lo sappiate, ma se vorrete ci farò un articolo dedicato.

Proprio grazie alle mie amiche di Facebook pensai seriamente di fare il test. Dopo due lunghi anni di dieta per il nichel ero migliorata tantissimo, ma sentivo che c'era ancora qualcosa che non andava: ogni tanto mi tornava l'orticaria al palato e alla gola pur mangiando benissimo.

Decisi di fare il Breath Test (il test del respiro). È un esame non invasivo che consiste nell'analizzare l'aria espirata prima e dopo aver bevuto una soluzione a base di lattosio. È un test molto lungo, dura circa 2 o 3 ore. La settimana prima dell'esame dovevo seguire una dieta rigidissima, totalmente senza latte e derivati. Vi giuro che in quella settimana non sono mai stata così bene! Il mio palato gioiva e avevo una pancia piattissima. Non volevo dare il risultato per scontato, perché disintossicare il corpo fa bene a chiunque, anche a chi non è intollerante. Ma, puntualmente... risultai positiva anche a quello! Il bello è che dopo aver preso la bevanda, per la prima ora non successe nulla; poi ho avuto un picco massimo di positività. Per me l'esame è durato persino un'ora in più, perché su di me il lattosio fa effetto più tardi, durante la digestione.

Come vivo oggi: il mio stile di vita 🌸

Dopo questo breve riassunto di quello che ho passato, posso dirvi che oggi sto benissimo. La mia alimentazione è diventata un vero e proprio stile di vita. Mangio tutto, ma con testa. Non posso sgarrare troppo perché il nichel funziona ad accumulo, quindi ogni tanto faccio dei cicli di tisane depurative per il fegato, che è l'organo che fa più fatica a smaltirlo.

Il lattosio ormai non lo calcolo nemmeno più, perché purtroppo sono arrivata a non tollerare nemmeno i prodotti delattosati (un classico che può succedere!). Di conseguenza, quando voglio fare uno sgarro, mangio direttamente prodotti normali. Non sono allergica (altrimenti sarebbe pericoloso!), ma visto che evito i cibi dannosi per la maggior parte del tempo, quella volta che decido di concedermi un premio lo faccio senza sensi di colpa!

Ad esempio, se ho una cena fuori o una festa nel weekend, faccio una dieta rigidissima per tutta la settimana precedente. Molte persone pensano che io sia una mangiona pazzesca 😂, sembro una morta di fame quando mi godo quelle cene! Ma poi, quando spiego il mio percorso, tutti capiscono.

Durante la settimana il mio ritmo è questo: a pranzo un'insalata ricca di proteine con la frutta secca e le verdure concesse che tollero; la sera, invece, faccio un pasto più sostanzioso insieme a Patrick. Nel weekend, quando siamo a casa, mi concedo qualche sfizio in più e, se esagero con i cibi vietati, vado subito a fare una bella camminata per aiutare il fisico a digerire e smaltire.

La frutta non sempre mi fa bene. Prendiamo il periodo dei mandarini: se ne mangio uno al giorno per due giorni di seguito non succede nulla, ma al terzo giorno mi brucia subito la gola. Mi succede un po' con tutti i frutti, quindi per stare bene devo limitarmi a mangiarne 2 o massimo 3 volte a settimana, seguendo rigorosamente la stagionalità. È tutto estremamente personale: pensate che in commercio esistono i pomodorini Nickel Free, ma a me provocano comunque l'orticaria al palato 🤦🏻‍♀️.

In tutto questo, giusto perché non mi facevo mancare nulla, soffro anche di ovaio policistico, quindi ci sono altre cose che non potrei mangiare! 😂 Ma sembra tutto collegato, perché molti alimenti della dieta per l'ovaio policistico coincidono proprio con quelli senza latte e senza nichel.

Il mio "Effetto Svizzera" 🇨🇭⛰️

La cosa bellissima è che, da quando mi sono trasferita qui in Svizzera, sono migliorata tantissimo sotto molti aspetti. L'aria è molto più pulita e, vivendo in mezzo a un bosco, non respiro più lo smog quotidiano a cui ero abituata a Roma. Pensate che il ciclo (cosa che non mi era mai successa da quando sono diventata signorina) ora mi arriva puntualissimo... come un orologio svizzero, restando in tema! 😂

Quando invece torno a Roma, appena scendo dal treno mi sento subito male: la gola inizia a pizzicare e, qualunque cosa io mangi, anche la più leggera, la sera torno a casa con una pancia che mi fa sembrare incinta di sei mesi!

Qui in Svizzera i miei capelli sono rinati 🥰 e, stando meglio, sono riuscita persino a reinserire (ogni tanto!) dei cibi che prima guardavo solo nelle foto delle riviste.

Se mi verrà in mente qualcos'altro vi aggiornerò. Di solito sono molto breve nei miei post, ma quando si toccano tematiche così particolari, sintetizzare è impossibile. Spero di non avervi annoiato! Se avete curiosità chiedetemi pure tutto quello che volete, ma ricordate che non sono un medico: posso solo raccontarvi la mia esperienza e il modo in cui reagisce il mio corpo.

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