🌸🌱🌺 Il mio percorso:convivere con l'ovaio policistico 🌺🌱🌸

"In questa sezione del mio diario ho scelto di parlare apertamente della mia esperienza con la Sindrome dell'Ovaio Policistico (PCOS), una sfida che accompagna la mia quotidianità e che ha influenzato profondamente il mio percorso di donna. Ho deciso di condividere questo racconto non solo per sfogarmi, ma per creare un ponte con tutte le donne che affrontano la stessa realtà, fatta di dubbi, cambiamenti fisici e la costante ricerca di un equilibrio. Qui troverete riflessioni, piccoli traguardi e la consapevolezza che, nonostante le difficoltà ormonali e le complessità che questa sindrome comporta, è possibile imparare ad ascoltare il proprio corpo e volersi bene. Credo fermamente che l'informazione e il supporto reciproco siano fondamentali per non sentirsi sole:
attraverso la mia storia, spero di infondere forza e positività a chiunque stia cercando la propria strada verso il benessere, ricordando che la nostra determinazione è più forte di qualsiasi diagnosi."

Oltre le allergie anche l’ovaio policistico…🌸

Avevo ben 19 anni... ma partiamo dall‘inizio. Avevo 11 anni quando ho avuto la prima mestruazione. Me lo ricordo bene perché ero a scuola e avevo coinvolto le mie amiche per il mix di emozioni che stavo vivendo in quell‘istante. Dopo la prima mestruazione, la seconda arrivò ben 6 mesi dopo. Da lì le ho sempre avute super irregolari... cioè, come si dice a Roma: “QUANNO SE RICORDA… ARRIVA”.

Avevo un ciclo molto abbondante man mano che crescevo, ma non avevo mai fatto una visita ginecologica. Non perché mi trascurassi o mia madre non avesse cura di me. Mamma mi ha sempre detto che la sua giovane età ha condizionato determinate situazioni: a lei sembrava tutto normale, e di conseguenza anche a me. Non stavamo parlando di niente di preoccupante, solo che mia madre paragonava le mie esperienze con le sue da giovane e si rivedeva in me. Comunque, poco importante.

Un‘estate ero andata in vacanza con amici. Per la prima volta nella mia vita ho avuto un ciclo così doloroso che non riuscivo a camminare. Quel dolore lì non lo dimenticherò mai: era talmente forte che, non essendo in albergo ma a passeggio, mi misi sdraiata su una panchina e a ogni contrazione mi chiudevo a riccio. I miei amici volevano chiamare l‘autoambulanza, ma visto che eravamo di fronte a una farmacia, una commessa mi aiutò dandomi un antidolorifico apposito per il ciclo. Nel giro di 10 minuti sono rinata. Chiamai mia madre per raccontarle l‘accaduto e mi disse che, al mio ritorno, sarei andata subito a fare una visita ginecologica.

Ho ricordi non lucidissimi, non ricordo bene come si siano andate a incrociare le cose, ma ricordo che la dottoressa mi dovette prescrivere delle pasticche per cercare di interrompere il ciclo perché, dopo quell‘evento, non si fermava più. Sono passata da un ciclo irregolare a un ciclo che non finiva mai. Eh già, nemmeno queste pasticche date dalla ginecologa lo bloccavano! Pensate che questo genere di farmaci viene preso dalle donne che fanno attività fisica di alto livello agonistico; permette loro di fermare il ciclo o di ritardarlo se in quel periodo hanno una gara o uno spettacolo... come ad esempio le nuotatrici. È anche molto difficile che te le prescrivano, tra l'altro.

Effettuati altri controlli più approfonditi – e con il ferro che calpestavo con i talloni per quanto si era abbassato... – arrivò la conferma di avere la Sindrome dell‘Ovaio Policistico (PCOS).

Per chi non lo sapesse, questa sindrome è una condizione ormonale che colpisce le donne in età fertile, causando irregolarità mestruali, aumento degli ormoni maschili e la presenza di micro-cisti ovariche all‘ecografia. È un disturbo che può compromettere la fertilità e influire negativamente sulla salute metabolica. L‘unica soluzione rimasta per me era passare al metodo contraccettivo: la pillola. Con la pillola, già da subito, ho avuto ottimi risultati e mi ero ripresa alla grande.

Il problema vero nacque quando volevo avere un figlio. Ho interrotto la pillola, ho fatto i primi tre mesi di ciclo naturale (dove non mi è venuto mai il ciclo) e ho iniziato a fare altri controlli più approfonditi. Il mio problema più grande era che, oltre alla mancanza di ciclo, c‘era una totale mancanza di ovulazione.

Perché faccio il collegamento con le mie allergie? Ebbene sì, dovetti seguire una dieta molto ristretta, perché chi soffre dell‘ovaio policistico dovrebbe evitare determinati alimenti o cercare di mangiarne il meno possibile. Perciò io, già con il mio Nichel, il lattosio, le graminacee e gli acari incrociati con l‘alimentazione, dovevo stare attenta a tantissime cose: zuccheri, pasta, patate, riso bianco, alimenti fritti, snack confezionati, salse, cibi in scatola, latticini e ridurre il consumo di carne rossa. Tutto il cibo consigliato per la PCOS per me era impossibile da mangiare, visto che con il Nichel i cibi integrali sono severamente vietati (anche se ora riesco piano piano a mangiarli).

L‘alimentazione, comunque, nel mio caso non era bastata. Il mio problema più grande era dovuto al fatto che la mia ginecologa mi aveva fatto assumere la pillola per ben 10 anni consecutivi, senza mai fare cicli di sospensione, e le mie ovaie dormivano alla grande 💤. In questi casi si dice che le ovaie, dormendo, è come se avessero 10 anni in meno della loro vera età. La pillola è stata la causa del loro letargo! Cambiai ginecologa (e ringrazio solo che in quel periodo non l‘avessi denunciata la prima), ma grazie a questo ho conosciuto altri medici... Questo capitolo della mia vita, però, continua nel mio diario, nel capitolo “Le mie gravidanze”.

Col senno di poi, diversi dottori hanno confermato che per chi soffre di questa patologia il primo segnale è proprio quello che ho avuto io: un ciclo irregolare soprattutto dopo la prima mestruazione. Starò attentissima con mia figlia: dovesse riprendere da me e avere questo problema fin dal menarca, parlerò subito con la ginecologa.

Posso concludere dicendo che, con tutto quello che ho passato, da quando sono qui in Svizzera il mio ciclo è tornato regolarissimo! Sono migliorata tantissimo senza cambiare nulla. Penso che l‘aria che respiriamo e lo stile di vita di qua mi abbiano aiutato a depurare il corpo. 🌸

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